Categoria: Teatro Amintore Galli

La vita musicale del teatro Vittorio Emanuele II di Rimini, inaugurato da Giuseppe Verdi nel 1857

Il teatro è inaugurato nell’estate del 1857 con Aroldo opera appositamente composta da Giuseppe Verdi che viene diretta da Angelo Mariani alla presenza del compositore il quale ha seguito nei giorni precedenti le prove ed è presente in sala. Gli interpreti sono di prim'ordine: Marcellina Lotti Della Santa, Emilio Pancani, Gaetano Ferri. L’esito è trionfale. Verdi è chiamato 27 volte alla ribalta.

Nel 1859 il teatro è dedicato a Vittorio Emanuele II re d’Italia. Nel 1947 l’intestazione è mutata in favore del compositore Amintore Galli cittadino riminese d’adozione. Lo stesso Galli era stato protagonista del cinquantenario del teatro allestendo la sua opera David nell’estate del 1907 con rilevante successo di critica e di pubblico. La tradizione drammatica e musicale è di tutto rispetto il teatro è il punto di forza della cultura cittadina e funziona egregiamente fino al 1914. In quella stagione si allestiscono opere del verismo come Cavalleria rusticana e Pagliacci, ma anche Lohengrin di Wagner.

La Grande guerra prima e i danni dei terremoti del 1916 costringono a sospendere l’attività. Dopo i lavori di consolidamento, restauro e adeguamento il teatro riapre nell’estate del 1923 con una stagione lirica di alto valore artistico: Francesca da Rimini, di Riccardo Zandonai, diretta da Antonio Guarnieri e Andrea Chenier di Giordano che ha per protagonista Beniamino Gigli.

Durante le stagioni estive degli anni venti e trenta l'impresario Cesare Ragazzini riesce a scritturare i migliori cantanti e musicisti; Pietro Mascagni è sul podio di direttore nel 1926 con Il piccolo Marat; celebri cantanti quali Borgatti, Bonci, Lauri Volpi, Lugo, Pinza, Stignani, Pagliughi, Parmeggiani, Favero, sono i protagonisti in palcoscenico. Si esibiscono anche grandi interpreti drammatici quali: Novelli, Melato, Benassi, Gramatica, ecc.

Ricordiamo alcuni spettacoli di rilievo negli anni '20-'30:

Estate 1928, stagione lirica: R.Wagner: Tristano e Isotta. E.Wolf Ferrari: I quattro rusteghi. G.Verdi: Il trovatore.(protagonista Giacomo Lauri Volpi). A.Massari: Graziella. Estate 1930, stagione lirica: G.Rossini: Il barbiere di Siviglia. Interpreti: Lina Pagliughi, Wesselowski, Gino Lulli, Melnich. Direttore e concertatore Giuseppe Podestà. Estate 1932, stagione lirica: G.Puccini: Tosca. Interpeti: Rosa Raise, Beniamino Gigli, Giacomo Rimini. Estate 1933. Stagione lirica: G.Verdi: La traviata. Interprete protagonista: Adelaide Saraceni. (Francesco Cilea presente in sala). A.Ponchielli: La Gioconda. F.Cilea: Adriana Lecouvreur. P.Mascagni: Isabeau. Interpreti: Adelaide Saraceni, Ettore Parmeggiani, Gina Cigna. Direttore Pietro Mascagni. Estate 1934. Stagione lirica: G.Puccini: Manon Lescaut.;U.Giordano: Andrea Chenier. Interpreti: Mafalda Favero, Beniamino Gigli, Carlo Galeffi, Aureliano Pertile, Giuseppina Cobelli. Direttore e concertatore: Umberto Berettoni. Maestro del coro: R. Zucchi. 1935. Stagione di Carnevale: V.Bellini: Norma. A.Thomas: Mignon. Estate 1937. Stagione lirica: M.Perogallo: Ginevra degli Almieri. G.Puccini: La Boheme. 1938. Stagione di Carnevale: G.Puccini: Madama Butterfly. G.Verdi: La traviata. G.Puccini: La Boheme. 1939. Stagione di Carnevale: G.Verdi: La traviata. U.Giordano: Fedora. P.Mascagni: L'amico Fritz.-Cavalleria rusticana. F.Cilea: L'Arlesiana. 1939. Autunno: G.Verdi: La traviata. G.Verdi. Rigoletto. G.Donizetti: Lucia di Lammermoor. G.Puccini: Tosca. G.Rossini: Il barbiere di Siviglia. Interprete principale: Lina Pagliughi. 1940. Stagione di Carnevale: G.Puccini: Tosca. G.Verdi: Ernani. F.Cilea: Adriana Lecouvreur. 1943. Stagione di Carnevale: G.Verdi: Otello. Interpreti Carla Gavazzi, Lina Avogadro, Franco Merli, Piero Biasini, Luigi Cilla, Carlo Mattioli. G.Puccini: Madama Butterfly. Interpreti: Maria Laurenti, Lina Avogadro, Aldo Simone, Carlo Olani. P.Mascagni: Cavalleria Rusticana. Interpreti: Cloe Elmo, Lina Avogadro, Mario Del Monaco, Luigi Cavallo. G.Puccini: Manon Lescaut. Interpreti: Augusta Oltrabella, Lina Avogadro, Maria Laurenti, Alessandro Grande, Carlo Togliani, Luigi Cilla. G.Puccini: Madama Butterfly. Interpreti: Maria Laurenti, Lina Avogadro, Aldo Simone, Carlo Olani. Direttore: Riccardo Santini.

Il sipario storico di Francesco Coghetti: "Cesare al passaggio del Rubicone"

Il sipario storico: "Cesare al passaggio del Rubicone" (tempera su tela metri 17,70 x 11,30).

Autore: Francesco Coghetti (Bergamo 1802 - Roma 1875).

Il sipario fu salvato dalle distruzioni della guerra per merito del custode del teatro, Aldo Martinini, che lo trasportò precauzionalmente a San Marino assieme a tre pianoforti a coda e a cinque violini e viole d'autore. Nel dopoguerra è rimasto abbandonato per decenni nel salone del palazzo dell'Arengo, arrotolato ad un cilindro di legno e oggi si trova nei depositi comunali (in via della Gazzella). Nell'aprile del 1995 il sipario è stato svolto dopo 51 anni, ed esaminato ed è parso in discrete condizioni.

Si tratta di un'opera di alto valore artistico e spettacolare: è notte, Cesare, a cavallo, si appresta a dare il comando alle sue truppe di attraversare il Rubicone, entrando così in territorio romano alla testa di un esercito di armati. In cielo appare luminosa la dea Roma, che ricorda al condottiero la gravità del gesto e investe della sua luce uomini e cavalli che rimangono sorpresi e spaventati. Ma Cesare, saldo in sella al suo destriero impennato, è fermo nel suo proposito. Nel 1913 Luigi Torri, sulle pagine della prestigiosa rivista Emporium , passando in rassegna vari sipari storici descriveva quello del Teatro di Rimini "uno dei più pregiati e preziosi (è valutato un milione!) sipari d'Italia". [Emporium. Rivista mensile illustrata d'arte, letteratura, scienza e varietà, vol. XXXVII n° 218, febbraio 1913].

Francesco Coghetti è il pittore più noto della Roma polettiana, come il carrarese Pietro Tenerani (1798 - 1869) è il migliore degli scultori, Luigi Poletti li vuole entrambi per il suo teatro riminese, trasferendo nella città periferica l'atmosfera culturale e il magistero artistico della capitale. Al Coghetti viene allogato il sipario, ma il tema lo sceglie il Poletti, come ci assicura Genesio Morandi, che anche in questo ambito artistico persegue un "pensiero di riforma": "ideando sì che apparisse come un vero quadro di spettacolo esposto agli occhi del pubblico a trattenerlo con grandi sensazioni prima dello spettacolo della scena".

Il tema è l'apparizione di Roma a Giulio Cesare nell'atto di passare il confine del fiume Rubicone tratto dalla Farsalia di Lucano: "Giunto del piccol Rubicone all'onde luminoso e gigante ecco d'innanzi stargli un fantasma, a cui cresceva il bujo della notte chiarezza. Era di Roma la veneranda immagine atteggiata di lacrime e di duolo…" (I, 290 e ss.).

Francesco Coghetti subito dopo l'inaugurazione del Teatro di Rimini (l'11 luglio 1857) fu incaricato (il 28 luglio) di dipingere il sipario del teatro Nuovo di Spoleto (messo in opera nell'agosto del 1861) dove raffigurò "Annibale sconfitto sotto le mura di Spoleto" scena di battaglia altrettanto spettacolare che rappresenta nella piana dominata dalle possenti mura spoletine, un grandioso scontro di cavalleria, dove non mancano destrieri al galoppo e truppe su elefanti. Il sipario è ancora utilizzato.

Giovanni Rimondini

Attilio Giovagnoli