Data archivio: Gennaio 2014

Il Resto del Carlino: "Claudio Abbado, quelle vacanze a Bellaria"

Claudio Abbado, quelle vacanze a Bellaria

Il grande musicista e direttore d’orchestra passava intere estati in zona porto.

Claudio Abbado, il grande direttore d’orchestra è morto ieri a Bologna. Aveva 80 anni. Era legatissimo a Bellaria, dove ha trascorso tantissime estati tra adolescenza e gioventù. Non tutti sanno che il maestro, col padre Michelangelo, grande violinista e direttore del Conservatorio di Milano, la mamma Carmela (apprezzata autrice di poesie e fiabe per bambini), e i fratelli Gabriele, Luciana e Marcello, ha trascorso per moltissimi anni mesi spensierati di ferie a Bellaria. “Si facevano precedere da un camion carico di strumenti musicali – racconta Marino Lazzarini, la cui famiglia, il padre Mario e il nonno Enrico, affittavano per 3-4 mesi la ‘casina’ di via Vespucci, all’epoca via al Porto, da fine anni Quaranta a inizio Cinquanta -. Pianoforte, violini, violoncelli. Suonavano tutti, a cominciare dal babbo. E, a tavola, fischiavano arie d’opera e sinfoniche mentre mangiavano. Me lo raccontavano mio babbo e mio nonno”. “Da noi per tanti anni prese alloggio la famiglia Abbado – scriveva la compianta Maura Calderoni, moglie di Mario Lazzarini, nel libro ‘Le uova della luna’-. Io ricordo la grande gentilezza di queste persone. Rimanevo molto colpita dall’inchino che faceva il padre nel salutarci e dalla calma e bontà della signora. Per il periodo delle vacanze solevano far precedere il loro arrivo da quello degli strumenti musicali. Nella nostra piccola casa risuonavano così per tutta l’estate le note dei loro violini e del pianoforte. Avevano quattro figli, allora ragazzini. Claudio, che divenne il celebrato direttore d’orchestra; Marcello, il più grande, anch’egli musicista e per tanti anni direttore del Conservatorio Rossini di Pesaro; la Luciana, sola donna, ed il più piccolo Gabriele, diventato architetto ed unico della famiglia a non essersi occupato di musica. Gabriele fu anche il solo che continuò a venire al mare a Bellaria coi suoi figli. Anche Marcello qualche anno fa tornò con la moglie per vedere dove aveva giocato da bambino… Mio marito, alcuni anni prima di morire, rivide anche Claudio. Fu un appuntamento emozionante, assieme ad alcuni altri amici comuni, a Pesaro nel 1984 (furono gli unici ammessi alla prova generale del ‘Viaggio a Reims’ di Rossini). Nonostante la sua illustre fama, Claudio era rimasto la persona semplice di sempre, proprio come Mario lo ricordava da ragazzo, nelle spensierate giornate estive passate a giocare assieme. Anche Claudio mostrò un ricordo ancora vivo, ricordando i nomi di alcune indimenticabili ragazze di Bellaria”. “A me Claudio, anni fa chiese se avevo notizie di “Severina per la quale avevo preso una cotta” – aggiunge Fulvio Vasini, nella cui casa estiva, sempre in via Vespucci, gli Abbado si trasferirono negli anni Cinquanta, perché più grande della ‘casina’ -. Era molto esuberante, simpatico ed estroverso. E gli piaceva fare scherzi. Una volta si è travestito da donna. In varie occasioni con noi del posto abbiamo scavato un buco sotto la recinzione per entrare gratis all’arena Astra. Ha anche passato una notte dentro, col maresciallo Semeraro, per schiamazzi notturni”. Abbado ha segnato la storia della direzione d’orchestra. Anni fa firmò anche un appello per il recupero filologico del Teatro Galli di Rimini. Ha lasciato tracce nelle menti e nei cuori di molte persone. Ti sia lieve la terra, Claudio. [Il Resto del Carlino, Rimini, del 21 gennaio 2014, pag. 14 (articolo non firmato)]

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